UN VIAGGIO NELLA STORIA DELL’AGRICOLTURA E DEL TERRITORIO AL l’ITA O.MUNERATI CON GLI STUDENTI

All’Istituto Agrario di Rovigo le Giornate FAI diventano un viaggio tra passato e futuro dell’agricoltura polesana, guidato dagli studenti e ispirato all’eredit

Dai laboratori di biotecnologie, agli attrezzi agricoli dei primi del Novecento,  da alcune  copie dei manuali utilizzati dai docenti della cattedra ambulante di agricoltura, alle mappe del XVIII secolo che illustrano le antiche proprietà dei conti Rangon nella località di sant’Apollinare di Rovigo su cui sorge la casa colonica che oggi è una delle sedi dell’Ita di Rovigo:  è  un viaggio nella storia dell’agricoltura polesana, ma anche del territorio quello che per due giorni  si potrà compiere proprio negli spazi dell’istituto tecnico agrario intitolatoad Ottavio Munerati.  L’occasione è offerta dalle giornate di primavera del Fai, ma ad aprire le porte della casa colonica, ad accompagnare nelle serre e nei campi dell’azienda agricola annessa alla scuola e soprattutto nei laboratori dove quotidianamente si insegna e si studia come migliorare l’agricoltura, sono proprio gli studenti dell’Ita.  15 ragazzi delle classi terze e quarte, coordinati dai loro docenti, hanno spulciato le carte dell’archivio della Biblioteca del Seminario vescovile con la supervisione del direttore Adriano Mazzetti, approfondito le loro conoscenze, costruito il percorso di visitazione e ora sono pronti a far da ciceroni ai curiosi che vorranno fare loro visita.

“Non si tratta di celebrare o promuovere la scuola – afferma il dirigente Francesco Lazzarini – ma di ripercorrere un pezzo della storia del nostro Polesine attraverso l’evoluzione dell’agricoltura settore a cui da sempre è vocato il territorio e che per secoli ha rappresentato l’unico motore dell’economia locale, intorno al quale si sono andati definendo i valori e le tradizioni della nostra  civiltà contadina. Entrare negli spazi dell’Istituto Agrario di Rovigo – aggiunge il preside – significa anche prendere coscienza di quanto l’agricoltura sia cambiata e di quanto ancora siano fondamentali studio e ricerca”.  Il viaggio nel tempo all’Ita è anche un omaggio al grande padre dell’agronomia italiana Ottavio Munerati (Costa di Rovigo 1875 –  Rovigo 1945) a cui nel 1972 l’ appena nata scuola agraria fu intitolata.  Per tutta la vita Ottavio Munerati si occupò  di divulgazione scientifica. Fondò nel 1901 “Rivista Agraria Polesana” che ebbe una funzione importante nell’evoluzione tecnica dell’agricoltura non solo locale. Divenne poi direttore della Cattedra Ambulante di Agricoltura di Rovigo e nel 1912  fu chiamato alla direzione della Regia Stazione Sperimentale di Bieticoltura di Rovigo -oggi Centro di Ricerca per le Colture Industriali- che con stile innovatore e geniale rese famosa in tutto il mondo. Continuò a collaborare con riviste di settore internazionali e presto fu nominato direttore della sezione “Agricoltura” dell’Enciclopedia Treccani nonché socio della Società Italiana per il Progresso delle Scienze.

“Il ricordo di Ottavio Munerati  – continua il dirigente Lazzarini – serve per orientare il nostro lavoro di educatori e docenti, ci insegna la passione, l’instancabile desiderio di conoscenza, l’impegno e la responsabilità nella sperimentazione, l’importanza della divulgazione e della conoscenza, il rispetto per la terra e l’ambiente in cui viviamo”.

 

20 marzo 26